L O C U S – L A T U S

Miscellanea et Mirabilia

EUTROPIO


 Negli anni oscuri che risucchiarono l’Impero d’Occidente tra i gorghi di una tormentata dissoluzione, in un continuo e violento attrito di forze contrapposte, ai funzionari di corte era richiesto l’utilizzo della spada prima ancora che della penna. È una involuzione progressiva, ma inesorabile, che non risparmia niente e nessuno. Gli scarsi lettori dell’epoca, con poche lodevoli eccezioni, possono scegliere tra gli imbarazzanti panegirici dedicati al despota di turno, ammantato con la porpora imperiale, e le scarne epitome storico-biografiche: veri compendiari ad uso scolastico, per i vertici di una corte composta in maggioranza da militari semianalfabeti. Sono soprattutto cronache riassuntive, di pratica consultazione, nelle quali gli autori si sforzano di imitare Tito Livio, anche se più spesso prediligono i pettegolezzi sulla falsariga di Svetonio.
Tra i compilatori minori del IV sec. Eutropio ha il pregio di utilizzare uno stile semplice e di facilissima comprensione, ben lontano dal gusto arcaicizzante dell’epoca e dal latino ostico che caratterizza la prosa di molti esegeti del periodo. E la cosa contribuì non poco alle fortune successive della sua opera.
Sulla vita del personaggio esistono notizie frammentarie e spesso si tende a confonderlo con un altro Eutropio, suo omonimo e contemporaneo: un intrigante eunuco che fu alto funzionario alla corte dell’imperatore Arcadio per la parte orientale.
Di certo, o quasi, sappiamo che il nostro Eutropio fu un letterato, che nacque intorno al 320 d.C. e che forse intraprese la sua carriera pubblica già sotto l’imperatore Costantino. Come magister epistolarum, Eutropio si occupò del disbrigo della corrispondenza di Costanzo II, figlio e successore di Costantino. Sicuramente, fu al servizio dell’imperatore Giuliano, passato alla storia come l’Apostata e che regnò dal 361 al 363.
Di Eutropio, parlano nei loro scambi epistolari il senatore Quinto Aurelio Simmaco, considerato dai suoi contemporanei il più grande retore dell’epoca, ed il filosofo Libanio. Entrambi pagani, come lo stesso Eutropio, furono intimi dell’imperatore Giuliano (331-363).
Simmaco, originario di un’antica famiglia di rango senatorio, ricoprì importanti incarichi in seno all’amministrazione occidentale dell’Impero: fu governatore provinciale (proconsole d’Africa nel 373), prefetto della città di Roma (Praefectus Urbi, 383-385), e console nel 391.
Libanio, discendente di una ricca famiglia aristocratica della Siria, fu uno studioso ed un importante maestro di retorica, che ebbe tra i suoi discepoli il grande storico Ammiano Marcellino.
Eutropio probabilmente seguì Giuliano nella sua sfortunata campagna di guerra contro i Sassanidi e, dopo la morte di Giuliano nell’estate del 363, mantenne il suo posto di segretario di corte. Le sue doti di archivista furono evidentemente apprezzate dall’imperatore Valente, perché intorno al 367 d.C. Eutropio fu nominato magister memoriae.
 Fu probabilmente in questo periodo che Eutropio cominciò la stesura del suo famoso “Breviario”. Il Breviarium ab Urbe condita è un’opera divisa in dieci libri: da Romolo e dalla fondazione di Roma, fino alla morte dell’imperatore Gioviano (364 d.C.)
I libri compresi nella prima metà, dall’I al VI, trattano in maniera schematica gli eventi della Roma monarchica e repubblicana, con una predilezione per le cronache di guerra.
Gli ultimi libri, ricompresi tra il VII ed il X, sono invece dedicati ai sovrani dell’età imperiale.
Modellate sulle epitomi di Livio, le cronache di Eutropio attingono però a fonti, dispacci di cancelleria, ed autori ormai scomparsi con echi presenti anche nelle successioni biografiche delineate dagli scrittori dalla Historia Augusta.
Nel suo compendio di storia, Eutropio si propone di realizzare una nuova opera, per trattare in dettaglio la storia a lui più recente in una nuova raccolta memorialistica. Peccato che non terrà mai fede al suo proposito letterario.
Nel 371 d.C. Eutropio diventa proconsole in Asia. Nel 372, Festo (già suo collega agli archivi) lo accusa di aver congiurato contro la vita dell’imperatore. Lo storico Ammiano Marcellino, che riporta il fatto, è convinto che si tratti di calunnie tant’è che Eutropio viene completamente prosciolto. E probabilmente Festo nutriva una certa animosa rivalità nei confronti di Eutropio di cui segue praticamente lo stesso cursus honorum.
Il nome di Eutropio è riportato in alcune disposizioni imperiali che attestano la sua presenza in Illirico, come prefetto del pretorio, tra il 380 ed il 381, mentre nel 387 è attestata la sua nomina a console per l’Oriente, insieme all’imperatore Valentiniano II come collega. Ma, anche in questi casi, potrebbe trattarsi di una nuova omonimia.
La sua data di morte non è certa.

marzo 26, 2010 - Posted by | EUTROPIO | , , , , , , , , , , , , ,

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